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10.7.12

Anche l'ex segretario regionale Veneto Giaretta tra i 15 firmatari dell'appello pro Agenda Monti


fonte: Corriere della Sera il 10 luglio 2012

L’AGENDA MONTI AL CENTRO DELLA PROSSIMA LEGISLATURA

DEL PROGRAMMA DELL’ATTUALE GOVERNO IL PARTITO DEMOCRATICO DEVE FARE CON COERENZA IL PROPRIO PROGRAMMA DI GOVERNO PER LA PROSSIMA SCADENZA ELETTORALE, COLLOCANDOLO IN UNA PROSPETTIVA ALMENO DECENNALE

Il Governo Monti ha assunto un ruolo da protagonista in Europa: dagli interventi immediati per far fronte all’emergenza, fino ad un nuovo ambizioso piano di unione fiscale, finanziaria e politica, sono le proposte e le iniziative italiane a informare di sé il confronto, le possibili soluzioni, le tappe di un credibile percorso di avvicinamento agli obiettivi.
Per noi, che siamo tra quanti hanno prima proposto e poi attivamente operato perché il Governo Monti nascesse, si tratta di una conferma attesa: l’azione sviluppata dal presidente del Consiglio e dal suo Governo in questi mesi – sia in Italia, sia nell’Unione Europea e nel più ampio contesto globale – può essere coronata da successo e deve quindi essere sostenuta, con piena convinzione, fino alla scadenza naturale della legislatura, nella primavera del 2013.
I termini essenziali dell’agenda riformatrice dei prossimi mesi sono chiari: incisiva e coraggiosa revisione della spesa pubblica, per conseguire il pareggio strutturale di bilancio, per ridurre l’imposizione fiscale sul lavoro e l’impresa, per tornare a investire sulla formazione del capitale umano, sulla ricerca e sull’infrastrutturazione del Paese, per
introdurre maggiori elementi di equità intergenerazionale nel sistema del welfare, affrontando la fase transitoria  con soluzioni coerenti e non regressive rispetto alla logica della riforma. Nel breve, devono derivare da risparmi di spesa le risorse necessarie per centrare l’obiettivo del pareggio strutturale senza ricorrere – dal primo ottobre prossimo – al già deliberato aumento delle aliquote Iva, che finirebbe per approfondire la recessione in atto.
È in questo contesto che noi vogliamo operare, nell’immediato, per il pieno superamento, nel Partito democratico – che ha avuto il merito di concorrere in modo determinante a questa decisiva svolta politica – di ogni residua ambiguità sul giudizio circa l’azione svolta fino ad oggi dal Governo Monti.  Al sostegno, col voto parlamentare, delle iniziative di riforma, si sono troppo spesso accompagnate critiche aspre e manifestate intenzioni di revisione non ispirate al superamento delle lacune certamente presenti, ma all’obiettivo di inaccettabili inversioni della direzione di marcia.
Di più: considerato che la fase di crisi e di difficoltà non si concluderà in tempi brevi e che i processi virtuosi avviati (pensiamo solo allo spostamento di prelievo dai redditi da lavoro ai patrimoni) daranno i loro frutti solo attraverso una pluriennale azione di governo, noi intendiamo promuovere nel Pd una trasparente discussione sulle strade che vanno
intraprese perché obiettivi e principi ispiratori dell’agenda del Governo Monti – collocati dentro un disegno almeno decennale di cambiamento del paese – possano travalicare i limiti temporali di questa legislatura e permeare di sé la prossima. Siamo infatti convinti che debba essere in primo luogo il Pd – quale partito asse dello schieramento riformatore – a rendere credibile questo proposito, che corrisponde alle aspettative della maggioranza degli italiani.
Su questo tema, abbiamo pensato di convocare una prima assemblea di discussione a Roma, venerdì 20 luglio alle ore 16.30, presso le Scuderie di Palazzo Ruspoli, ingresso via della Fontanella Borghese n. 56/b.
  1. Alessandro Maran
  2. Antonello Cabras
  3. Claudia Mancina
  4. Enrico Morando
  5. Giorgio Tonini
  6. Magda Negri
  7. Marco Follini
  8. Marilena Adamo
  9. Paolo Gentiloni
  10. Paolo Giaretta
  11. Pietro Ichino
  12. Salvatore Vassallo
  13. Stefano Ceccanti
  14. Umberto Ranieri
  15. Vinicio Peluffo

26.6.12

Da nord, per la ricostruzione nazionale

La Nuova Venezia 26 giugno 2012


PADOVA La coincidenza spazio-temporale con il congresso del Carroccio autorizza ipotesi maliziose ma Laura Puppato taglia corto: «La Lega non è più un nostro competitor». Premessa balzandosa, quella del capogruppo regionale del Pd, alla presentazione del forum settentrionale del partito che sabato, a Milano, riunirà le assemblee di Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria. Lo slogan («Da nord per la ricostruzione nazionale») echeggia un po’ la formula dell’«usato sicuro» di Pierluigi Bersani, chiamato a concludere i lavori: federalismo ma senza strappi, autonomia del territorio ma nella cornice tricolore.

 «Quest’idea è nata ben prima degli scandali che hanno colpito Lega e Pdl», fa sapere il segretario veneto Rosanna Filippin «perché una questione settentrionale esiste, anzi, è più attuale che mai e non vogliamo che lo tsunami amministrativo travolga la riforma federalista di cui c’è bisogno per far ripartire il Paese. Il Nord esprime il 30% della popolazione italiana e il 50% del Pil, perciò il progetto di cambiamento deve decollare da qui». 

Nel forum si lavorerà per temi al Veneto è affidato il coordinamento del gruppo dedicato a fisco e autonomie locali. «C'è un'iniquità fiscale da correggere», riprende Puppato «e riguarda la ripartizione del carico tra i territori e tra rendita e lavoro. La nostra indicazione è per un'Imu e la tassa di Registro restino al 100% ai Comuni, primo passo per una vera autonomia fiscale degli enti locali. E per un Patto di Stabilità che liberi risorse per gli enti locali: la rigidità degli attuali vincoli di spesa non è stata dettata dall’Unione europea, è opera del Governo Berlusconi». 

Il sospetto: cavalcare le pulsioni nordiste senza scontentare il centralismo romano, istituzionale e di partito, non equivale a sparare a salve? «Le gestioni centraliste non saranno più ammesse, neppure dentro il Pd», è la replica di Filippin «lanciare i progetti di governo a partire dai territori è anche un modo concreto di innovare le modalità del fare politica. Un cambiamento che deve riguardare anche i meccanismi di scelta dei futuri candidati al Parlamento». 

Bersani è d’accordo? «Certamente». Eppure il segretario aveva storto il naso all’idea di un Pd veneto federato alla direzione romana... «Non è importante l’etichetta ma la sostanza», ribatte Puppato «noi non vogliamo frazionare il partito ma crediamo che il Nord sia portatore di esigenze e visioni utili all’intero Paese a cominciare dalla volontà di riformare lo Stato: l’amministrazione pubblica italiana è la più lontana d’Europa dai cittadini». 

Fin qui le primedonne del partito democratico, che accantona le divergenze congelando i potenziali motivi di contrasto. Un esempio? La nomina del vicesegretario regionale, vacante dopo l’addio di Andrea Causin, approdato a Italia Futura. Un sondaggio interno ha rivelato un netto disaccordo sul nome del successore: la casella resterà vuota. (f.tos.)