21.4.13
PD, il congresso si avvicina, anche a Venezia
28.2.13
Dopo la delusione elettorale, il PD (anche nel veneziano) è alla ricerca di soluzioni
Il Pd a caccia di soluzioni «Ora trattiamo con Grillo»
25.7.11
Davide Zoggia: province e città metropolitane - la proposta del PD
Una riforma istituzionale e degli enti locali oltre le polemiche dell'antipolitica: riduzione delle province, comuni sotto i 5000 abitanti associati tra loro, le città metropolitane...parla il responsabile pd per gli Enti locali.
Ci vuole uno scatto, su questo non c`è dubbio. E la posta in gioco è alta. Da una parte c`è il crescente distacco dei cittadini dalla politica, dall`altra il bisogno di ridisegnare la fisionomia della «macchina Italia» rendendola al tempo stesso più efficiente e meno costosa. Il Pd ci sta lavorando da tempo, consapevole del fatto che la via è stretta: la crisi corre globalmente, rischia di imporre riforme che invece sarebbe meglio gestire piuttosto che ritrovarsi a subire e porta con sé anche sentimenti irrazionali che spingono a scelte improvvide. È intorno a questo nodo scorsoio che si sviluppa la discussione intorno ai cosiddetti costi della politica e intorno alla riforma degli enti locali. Il Partito democratico, per parte sua, ha presentato una proposta di legge costituzionale, primo firmatario Bersani. Consapevole di un fatto: che non c`è tempo da perdere. Sul piatto c`è l`abolizione delle province sotto i 500 mila abitanti, il loro ridisegno la contestuale creazione delle «città metropolitane». Sull`altro fronte, c`è la discussione intorno alla nascita del Senato federale.
Vediamo le province. Il Pd parte dalla proposta della loro riduzione sotto i 500 mila abitanti, e già questo porterebbe un risparmio notevole. «Ma è necessario un ragionamento più profondo», spiega Zoggia. «Una riforma seria si fa se si riconosce che un ente intermedio è necessario, per esempio quando si parla della gestione dei rifiuti, dell`acqua, dei trasporti, che non possono essere gestiti in toto né dalle regioni né dai sindaci». E perché? «Prendete i sindaci: giustamente tendono a difendere ognuno il proprio territorio, per cui spingono verso la propria parte la soluzione dei problemi». Qui le risposte possono essere due: portare i comuni sotto i cinquemila abitanti ad associarsi, come già prevede la legge 142 del `90 e la creazione delle città metropolitane. «L`idea è di sperimentare qualcosa di completamente nuovo, una sorta di fusione tra il comune capoluogo, i comuni con termini e la provincia, creando un unico ente, con precisi meccanismi di coinvolgimento. Dico che è una forma innovativa perché metterebbe queste aree in grado di competere seriamente con l`Europa». Certo, più efficenza, ottimizzazione dei processi decisionali, riduzione dei costi. «È anche un modo per dare dei segnali. Ed è pure una questione di credibilità. Quando chiedi sacrifici al paese devi essere in condizioni ottimali, devi essere in grado di dare l`esempio». Cosa che questo governo ovviamente non è in grado di fare: anzi, si attorciglia intorno ai costi della politica, «ma finora non ha fatto altro che colpire proprio gli enti locali».
20.3.11
PD Veneto: nessuna egemonia degli ex-Ds
La Nuova Venezia 20 marzo 2011
Fuga dal Pd, vertici sotto accusa
22.8.10
Zoggia: porta a porta per ricontattare il "popolo delle primarie"
Pd, porta a porta con il popolo delle primarie
ROMA. La linea l’ha dettata venerdì il segretario del partito, Pier Luigi Bersani, riemergendo dalle vacanze, in Sardegna, a Orgosolo.
«Tra settembre e ottobre il Partito democratico organizzerà la più grande
mobilitazione porta a porta che un partito abbia mai promosso. Obiettivo è
raggiungere il più alto numero di italiani, casa per casa, e informarli dei
danni che il governo Berlusconi ha prodotto in questi anni, e per lanciare la
proposta di governo del Partito democratico».
27.1.10
Davide Zoggia: Orsoni a sindaco di Venezia, primarie esemplari
la Nuova di Venezia — 27 gennaio 2010
Primarie, Venezia esempio nazionale
Venezia laboratorio politico nazionale. Nel quadro di difficoltà che il Pd incontra in Puglia, nel Lazio, a Bologna e nello stesso Veneto, da Venezia arriva un segnale positivo. E’ l’unico capoluogo dove il candidato sindaco del centrosinistra (Giorgio Orsoni) è stato scelto con le primarie. E uno dei primi luoghi dove a giorni potrebbe essere ufficializzato l’accordo con l’Udc di Casini.
Del caso Venezia si è parlato ieri alla direzione nazionale del Pd presieduta da Pierluigi Bersani. Relatore, l’ex presidente della Provincia Davide Zoggia, ora responsabile nazionale enti locali del Pd.
Zoggia, le primarie veneziane sono diventate un caso nazionale? «Sicuramente una grande prova di democrazia. Sono state primarie di coalizione, si è votato in un clima di serenità. Se invece si fanno per regolare conti interni lasciano ferite insanabili».
L’affluenza non è stata molto alta, quattromila in meno dell’altra volta. «La giornata era fredda, non c’era traino nazionale né tv. Io credo che la mobilitazione sia stata un segno di grande vitalità. Noi i candidati li scegliamo così, altri se li fanno imporre dal partito».
Orsoni è l’uomo giusto per affrontare Brunetta? «Sicuramente, è una persona esperta, moderata. Non fa parte dei partiti ma riconosce ai partiti un ruolo e una funzione importante. E’ l’uomo giusto per cercare di allargare l’alleanza al centro verso l’Udc».
L’asse privilegiato con l’Udc non funziona, è già fallito anche nel Veneto. «Fino a poco tempo fa l’Udc era legata al centrodestra. Adesso il percorso è avviato, ma ci vuole del tempo. Saltata l’alleanza organica in tutto il paese. Qui ci stiamo provando e abbiamo buone probabilità di riuscire».
A Venezia Bettin e la sinistra hanno portato a casa il 36 per cento, dieci punti da Orsoni. «In questa città abbiamo una storia comune con la sinistra e programmi analoghi sulle grandi questioni. Credo che sia possibile a livello amministrativo una larga alleanza, come già successo in Piemonte, in Liguria, nelle Marche».
Laura Fincato non l’ha presa bene. «Lei è una risorsa importante per il Pd. E’ anche una persona seria, che ha lavorato molto in questi anni per la città. Sono sicuro che sarà della partita perché insieme dobbiamo battere il centrodestra e la Lega».
Il giudizio sulla giunta Cacciari? «Ci sono state luci e ombre, ma il giudizio è positivo. Cacciari ha governato dopo la rottura del 2005, è stato bravo a ricucire e a mantenere unite le forze del centrosinistra. Ma adesso un ciclo si è chiuso e bisogna guardare avanti».
25.11.09
Segreteria nazionale PD: c'è Davide Zoggia (e, ai Forum tematici, Laura Puppato)
Davide Zoggia entra nella Segreteria di Bersani
Il veneziano Davide Zoggia, 45 anni, già presidente della Provincia di Venezia, entra nella Segreteria nazionale del Partito Democratico, la squadra scelta che coadiuverà Pier Luigi Bersani. Lo ha comunicato oggi alla Direzione nazionale lo stesso leader uscito vincitore dalla primarie del 25 ottobre.
«Il fatto che un veneto sia stato chiamato da Bersani ad affiancarlo nel suo mandato è un segnale importante – afferma Zoggia – Significa che l’attenzione del Partito Democratico per quanto accade nella nostra regione è ai massimi livelli, come è giusto che sia, essendo il Veneto tra le aree più produttive e sviluppate del Paese. Sono soddisfatto e mi impegnerò per essere all’altezza di questo compito»
La Segreteria nazionale è un organismo ristretto, composto da dodici membri, sei donne e sei uomini, ed è coordinato da Maurizio Migliavacca.
Ma ai vertici del Pd nazionale è arrivata anche Laura Puppato, sindaco di Montebelluna, 60 mila preferenze alle ultime Europee. Bersani l’ha voluta coordinatrice del Forum Ambiente.
Con le sette venete in Direzione nazionale – Filippin, Sbrollini, Rubinato, Meo, Miotto, Moretti e la stessa Puppato – più i due sindaci Cacciari e Zanonato, il team veneto a Roma si è rafforzato notevolmente.
«Bersani conferma ancora una volta di essere all’altezza del compito che gli è stato affidato dai 3 milioni di elettori delle primarie: riportare il Pd al governo del Paese per riportare l’economia e la società italiana alla pari con i grandi Paesi d’Europa e del mondo. E il Pd non potrà mai governare il Paese se non diventerà maggioranza al Nord. È la sfida in cui, noi veneti per primi, siamo impegnati» è il commento del segretario regionale del Pd veneto Rosanna Filippin.
1.9.09
Scaramuzza, Causin, Tiozzo, Zoggia, Stradiotto e Murer a Mirano per le dimissioni di Semenzato
MIRANO. Da un lato i militanti del Pd che scandiscono lo slogan «ver-go-gna-ver-go-gna», dall’altro il sindaco Roberto Cappelletto che, uscendo dal municipio, si prende per alcuni minuti il palco della protesta: «Voi vi dovete vergognare, che state strumentalizzando questa faccenda». Tutt’intorno i clienti del mercato settimanale di Mirano. Passano, guardano, si informano.
25.6.09
Gabriele Scaramuzza: il PD impari dalla sconfitta
Il Gazzettino Mercoledì 24 Giugno 2009
Marco Dori
24.6.09
Sconfitta di Davide Zoggia: Gabriele Scaramuzza pronto a dimettersi
la Nuova Venezia — 24 giugno 2009
Scaramuzza: «Sono pronto a dimettermi»
VENEZIA. «Il mio mandato è a disposizione». Non cerca scuse per la sconfitta, il segretario provinciale del Pd Gabriele Scaramuzza. E si dice pronto a dimettersi per aprire la discussione congressuale del Pd. Ma al tempo stesso suona la carica ai suoi.
«Abbiamo fatto un gran lavoro in queste settimane, non è bastato. Dobbiamo tornare sul territorio, ripartire dalle idee e dalle proposte. Insomma, non possiamo essere soltanto il partito che amministra, anche se questo lo facciamo sicuramente bene». La resa dei conti avverrà la settimana prossima, e il segretario ha già convocato la direzione provinciale allargata ai segretari di circolo del partito. Non c’è una vera e propria fronda all’attuale maggioranza. Anche se i malumori sono tanti. E vengono prima di tutto dagli sconfitti al turno di ballottaggio.
Ancora ieri, a mente fredda, Davide Zoggia ripensava a quei voti venuti a mancare in quelli che si consideravano territori «sicuri». A Scorzè, dove la battaglia per il sindaco è stata persa per pochi voti, alla Provincia ne sono mancati invece quasi duemila. A Martellago altra debacle imprevista, a Portogruaro la vittoria per il Comune non si è riflessa nei consensi a Zoggia, che anche qui ha perso circa 400 voti. La spiegazione? Un voto più politico che amministrativo rispetto ai comuni. Ma anche la scarsa capacità dei «quadri» e dei dirigenti locali del partito di ripotare alle urne quelli che avevano votato al primo turno. Falle numerose. Dovute secondo i vecchi militanti al fatto che «il nuovo partito non è radicato nel territorio». Ma anche alla scarsa convinzione con cui molti nel Pd avrebbero lavorato per sostenere Zoggia.
C’è anche chi mormora contro gli alleati, Rifondazione in testa. «Noi abbiamo fatto la nostra parte», replica il segretario provinciale Sebastiano Bonzio, «e se a Venezia abbiamo vinto è perché ci siamo anche noi. Dopo quattro anni passatti a lodare l’Udc abbiamo visto da che parte sono andati appena hanno potuto».
Ma intanto i quadri del Pd fanno i conti. «Stiamo studiando sezione per sezione», conferma Scaramuzza, «non per polemica ma per vedere dove intervenire». Così emerge che in alcune zone come Chioggia il crollo è stato maggiore del previsto. Un disastro nel Veneto Orientale, mentre a Venezia il centrosinistra regge. E in provincia il Pd resta il primo partito.
(a.v.)
23.6.09
Non bastano a Davide Zoggia le roccaforti di Mira e Venezia: la Zaccariotto prevale grazie a Chioggia e Veneto Orientale
I numeri dei Comuni
Fortini e roccaforti Da Annone a Mira i record della sfida
VENEZIA — Se tutte le sezioni fossero state come la settima sezione di Venezia, che comprendeva i numeri di Castello dal 273 al 656, Davide Zoggia avrebbe vinto in carrozza: 255 voti per lui, ovvero il 72,6 per cento, contro gli appena 96 per Francesca Zaccariotto. Idem nella nona sezione, sempre Castello, numeri dal 980 al 1452: 157 voti (71 per cento) a 64. Peccato che però la neopresidente leghista abbia risposto con percentuali di quel tipo in tutto il litorale e il Veneto orientale: è lì che si è giocato il sorpasso, comune per comune, per contrastare in provincia la Venezia «rossa». Basta spulciare i dati finali per confermare un'ipotesi più che attesa: Zaccariotto ha preso infatti il 72,6 per cento ad Annone Veneto, il 68,9 per cento a Gruaro, il 68,1 per cento ad Eraclea, il 66,3 per cento a Cinto Caomaggiore. Una sfilza di vittorie clamorose, con percentuali che significano che l'hanno votata due elettori su tre. Percentuali «bulgare» che addirittura trasformano in «normale» il 63,6 per cento della sua San Dona' di Piave, la roccaforte che Zaccariotto governa e continuerà a governare come sindaco, visto che — ed è stato uno dei punti di polemica della campagna elettorale — ha già dichiarato che non mollerà la fascia di primo cittadino. Ma dall'altra parte della provincia anche Chioggia, seconda città della provincia per numero di abitanti, guidata dalla giunta di centrodestra di Romano Tiozzo, premia in maniera netta la donna forte della Lega, con il 61,6 per cento dei voti. A Zoggia resta Venezia, che con il 55 per cento si conferma un fortino difficilmente espugnabile quando toccherà votare per il sindaco l'anno prossimo, e poi le classiche zone a voto prevalentemente di centrosinistra: Camponogara (57,4 per cento), Mira (56 per cento), Mirano (54,7 per cento), anche Spinea, dove però con il 53,3 per cento dei voti il presidente uscente prende meno del neosindaco Pd Silvano Checchin (56,6). Addirittura incredibile il voto disgiunto di Scorzè, dove mentre Giovanni Battista Mestriner vince il ballottaggio di un soffio con il 51 per cento, Zaccariotto travolge Zoggia con il 59,4 per cento. E anche a Portogruaro la leghista batte l'uomo Pd, mentre il Comune ritorna nelle mani di Antonio Bertoncello.
A.Zo.
20.6.09
Votiamo Davide Zoggia, perché la provincia prosegua sulla strada dell'eccellenza
Zoggia per proseguire sulla strada dell'eccellenza
Il voto è, certo, questione che riguarda in primo luogo gli elettori dei comuni e delle province in cui si vota, e nel Veneto, le province di Venezia, Belluno e Rovigo e il comune di Padova. Dopo l’esito delle europee e del primo turno delle amministrative, un’altra vittoria della destra peserebbe a lungo. E chiuderebbe molte dinamiche politiche, ancor più di quanto già non avvenga, soprattutto se la destra riuscisse a conquistare la provincia di Venezia e a riprendersi Padova.
Per questo il voto, che resta ovviamente di primaria competenza dei residenti, e che certo verte primariamente sulla questione dei governi dei territori, è anche un voto di portata generale. I voti veneziano e padovano più di altri. Chi ha a cuore il mantenimento e il rilancio di una dialettica sociale e politica più ricca dovrebbe preoccuparsi molto di un possibile en plein della destra veneta, della piena omologazione di città come Padova e di province come le tre in gioco a una linea che riassume ferreamente ogni confronto nel mero rapporto di potere tra Lega e Pdl e che trova, bossianamente, la quadra solo assecondando gli animal spirits dello sviluppo sregolato da un lato e consentendo le ronde dall’altro, solo per fare due tra gli innumerevoli possibili esempi di come Lega e Pdl si spartiscano le rispettive zone politiche e amministrative di influenza.
Avremmo, nel caso, una mappa bicolore del Veneto - il verde padano e l’azzurro berlusconiano, per dirla con Ilvo Diamanti - che sarebbe in realtà, nei fatti e nei contenuti, una mappa rigidamente monocolore. Una Padania con capitale imperiale - extraveneta - ad Arcore.
L’esito del ballottaggio veneziano, in un paese normale, sarebbe scontato. Davide Zoggia ha governato bene, lo riconoscono a volte i suoi stessi avversari più onesti. La provincia di Venezia in questi anni è tornata a scalare le classifiche dell’economia, della produzione, e dell’efficienza amministrativa: le annate del Sole 24 ore e le periodiche analisi sulla situazione sociale ed economica dei più diversi istituti sono a disposizione e chiunque lo può verificare. Ai dati dell’economia si possono aggiungere le politiche infrastrutturali e strutturali (specie nell’edilizia scolastica) e in campo ecologico: basti citare la rete ecologica che copre tutta la provincia, lo straordinario piano per il Vallone Moranzani, la svolta impressa su rifiuti ed energia a Fusina (un modello di valore europeo). Anche verso i punti di difficoltà, specialmente dal precipitare della grande crisi globale, la Provincia ha saputo agire concretamente, a cominciare da Porto Marghera (e sul tema del lavoro in genere).
E’ desolante, viceversa, sentir dire dalla candidata Zaccariotto che si adopererà per «aprire un tavolo». Il tavolo è spalancato da anni, e ciò che oggi manca è soprattutto il peso di un governo capace di trattare Marghera e la sua riconversione come grande questione nazionale. D’altra parte una (o uno) che dichiari di voler fare, contemporaneamente, il sindaco di una città come S. Donà e il presidente di una provincia grande e complessa come Venezia, al ballottaggio non dovrebbe neanche arrivarci, per palese inconsapevolezza del ruolo, o per vorace appetito di cariche.
Invece c’è, è in testa e ha anche avuto il soccorso dell’Udc. Il voto di due settimane fa è stato soprattutto frutto di vento politico generale, e quel vento ha portato Zaccariotto dov’è. Quello di domenica e lunedì sarà però un voto diverso. Si voterà per decidere se la provincia di Venezia finirà nelle mani di chi ha già annunciato che cementificherà perfino la gronda lagunare o se continuerà, con Zoggia, il profondo cambiamento che, pur in anni difficili, l’ha portata a nuovi livelli di eccellenza.
Gianfranco Bettin
18.6.09
Davide Zoggia con Dario Franceschini, da Mestre lancia il rush finale
15.6.09
Michele Carpinetti e i sindaci progressisti del Veneziano sono con Davide Zoggia
· ... perché conosce la nostra terra e i suoi problemi
· ... perché ha aiutato concretamente i nostri comuni
· ... perché ha ben governato nelle politiche scolastiche, del lavoro, della solidarietà
· ... perché solo con lui possiamo avere un vero federalismo fiscale, e ottenere il 20% Irpef · ... perché sarà davvero un Presidente “a tempo pieno”
· ... perché solo con lui potremo completare le opere pubbliche concordate per il nostro sviluppo sostenibile
· ... perché per le infrastrutture sovracomunali è importante avere un buon regista in Provincia, per tutelare il nostro territorio
PER TUTTO QUESTO INVITIAMO A VOTARE E FAR VOTARE PER DAVIDE ZOGGIA AL BALLOTTAGGIO PER IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DOMENICA E LUNEDI’ 21 E 22 GIUGNO 2009
Gabriele Scaramuzza: contro le manipolazioni della Lega, il PD continua a parlare alle realtà parrocchiali
14.6.09
Per Davide Zoggia affidiamoci al porta a porta, senza curarci dell'UDC
BLITZ DELLA SERRACCHIANI
Zoggia a Mestre punta sull’effetto Debora
«Dobbiamo convincere chi non è andato a votare»
«Che l’Udc appoggi la candidata della Lega non deve interessarci, noi dobbiamo pensare al nostro». Così ieri Debora Serracchiani, in un breve incontro con Zoggia e il suo entourage in piazza Ferretto a Mestre, in un Calice traboccante di gente. Stravolgendo la comune linea di pensiero del partito, la giovane segretaria del Pd di Udine, recentemente eletta al Parlamento europeo a suon di voti, raccogliendone in Friuli addirittura più di Berlusconi, si è dichiarata assolutamente non interessata alla scelta fatta dall’Udc rivolgendo piuttosto l’attenzione a quanti, tra i sostenitori del Pd, nella scorsa tornata elettorale si son tenuti lontani dall’urna.
«Non andare a votare significa consegnare la Provincia alla destra – ha cominciato – e noi non possiamo permetterlo perché è stata amministrata bene. Dobbiamo solo convincere la gente di questo, perché i dubbi non devono pesare su questo voto. Chi non andrà a votare stavolta sappia che non avrà scuse e non potrà lamentarsi».
Un discorso chiaro e schietto, il suo, sin dalla battuta in risposta agli elogi di Davide Zoggia dopo il risultato delle Europee: «Non sono sicura che proprio tutti siano rimasti soddisfatti dei miei risultati». Poco prima Zoggia aveva commentato una campagna elettorale nella quale «si è parlato di tante cose fuorché di problemi reali, mentre alla gente servono scuole sicure, mutui anche per i precari, tutela dell’ambiente, aiuti alle aziende e serie politiche per le donne. La presenza di Debora è fondamentale per ciò che rappresenta, per ciò che ha ottenuto e perché non è soltanto una speranza».
E la Serracchiani, interrompendo gli applausi non si è tirata indietro. «Non ci sono tanti giorni a disposizione – ha precisato – l’unica cosa da fare è armarsi di responsabilità per il futuro di questa Provincia. Vi chiedo di metterci le scarpe. Può anche darsi che ci sia qualche deluso, ma adesso è importante non lasciare campo scoperto, consapevoli che il rinnovamento del partito si fa anche sul territorio».
Nessuna preoccupazione dunque per l’accordo tra Lega e Udc a sostegno di Francesca Zaccariotto, cosa che invece aveva suscitato gli animi del Pd a livello provinciale, ma solo l’indicazione di effettuare un necessario lavoro porta a porta da qui al 20 giugno. «Mi auguro di tornare a Venezia, la prossima volta – ha chiuso Debora Serracchiani – non per lavoro ma per festeggiare con Davide Zoggia».
Daniele Duso
13.6.09
Gabriele Scaramuzza: facciamoci "Testimoni di Zoggia"
SCARAMUZZA RIBATTE A DALLA TOR
«Loro sono ossessionati noi abbiamo le risposte»
11.6.09
Provinciali, 1° turno: Davide Zoggia sfonda il 50% a Mira e Venezia
MESTRE. Trentasette a sette. L’esito delle elezioni provinciali disegna la nuova mappa politica del Veneziano. 37 le amministrazioni in cui ha prevalso la coalizione guidata da Pdl e Lega Nord che sostiene Francesca Zaccariotto. Sette invece i Comuni per Davide Zoggia, il candidato del centrosinistra e a tirare la volata è in particolare il capoluogo Venezia con oltre 68 mila voti. Ed è testa a testa in Riviera. Alcune amministrazioni, tra Miranese e Riviera del Brenta confermano i dati delle Politiche del 2008 e premiano la coalizione di centrosinistra e in particolare il Pd. Davide Zoggia, con il voto di sabato e domenica, vince la sfida con Francesca Zaccariotto a Spinea, Mira, Mirano ma vince soprattutto grazie al 50,46 per cento di consensi raggranellati nel Comune capoluogo: Venezia con i suoi oltre 140 mila elettori che sono oltre un terzo dei votanti (481 mila a livello provinciale) assicura più di 68 mila voti al candidato presidente che corre per il secondo mandato con l’appoggio dell’intero centrosinistra. Zoggia vince la sfida anche a Concordia Sagittaria, dove ottiene il 46,83 per cento dei consensi, e nella vecchia roccaforte «rossa» di Camponogara dove arriva al 45,17 per cento. Perde invece in un altro storico comune «rosso», Campolongo Maggiore dove Pdl e Lega per la Zaccariotto raccolgono più del 50 per cento dei consensi. Camponogara, dicevamo, premia Zoggia ma qui la vittoria è arrivata grazie ad una manciata di voti, 94 per l’esattezza che sono bastati comunque a far la differenza. Stessa situazione a Campagna Lupia: 52 voti in più per Zoggia che vince con il 45,71 per cento di consensi. Gli altri 37 Comuni della Provincia, con il Veneto Orientale in testa, hanno invece premiato la Zaccariotto.
10.6.09
Davide Zoggia: un appello contro l'astensionismo per il ballottaggio del 21 e 22
Corriere del Veneto 10 giugno 2009
POLITICA
Provinciali, Pdl e Lega divisi sull'alleanza con l'Udc
Il Carroccio: «Apparentamento inopportuno». Zaccariotto e Zoggia, appello contro l'astensionismo
VENEZIA — AAA. A come apparentamento. A come astensione. A come Arcore, nel senso di patto tra Bossi e Berlusconi. Due giorni dopo il voto provinciale, sul ballottaggio tra Zoggia e Zaccariotto domina il fattore A. E se la cena tra il premier e il leader del Carroccio sembra aver facilitato le cose nel centrodestra, entrambi gli schieramenti si trovano sin d’ora a fare i conti con le alleanze future (più Zoggia) e con l’imperativo categorico di portare nuovamente tutti gli elettori al voto (più Zaccariotto). In mezzo gli elettori, che il 20 e il 21 si troveranno di fronte ad una consultazione esclusivamente amministrativa, in mezzo l’Unione di Centro di Ugo Bergamo che ieri è volato a Roma sia per questioni relative al Csm sia per incontrare Pierferdinando Casini e formulare assieme una strategia, in mezzo i trentamila voti che separano i due candidati. Pochi, tanti, chissà.
Dialogo diviso I 24 mila voti dell’Udc al ballottaggio fanno comodo, figuriamoci. Soprattutto alla coalizione di centrosinistra, impegnata a scalare la montagna dei 30 mila, anche a Pdl e Lega il cui elettorato tradizionalmente la seconda volta non va molto volentieri alle urne. I due schieramenti sono convinti dell’utilità di un dialogo con Bergamo, eppure in entrambi i casi c’è chi accelera e chi frena. Da una parte c’è Davide Zoggia che dice: «Tra noi e l’Udc c’è sempre stato un rapporto, il nostro percorso è lineare. Semmai è il centrodestra che fino a ieri li mandava a quel paese e ora cambia idea». Ma troviamo anche parti della coalizione, come Sebastiano Bonzio, segretario provinciale di Rifondazione, che raccomanda calma: «Quella dell’apparentamento con l’Udc — dice — è per noi una soluzione complicata. La politica non è un laboratorio ma un luogo in cui contano le idee e la capacità di amministrare». Più o meno lo stesso copione dall’altra parte dello schieramento. Con la candidata del centrodestra Francesca Zaccariotto che dice: «Apparentamento con l’Udc? Non ha grande importanza, l’elettorato di Bergamo difficilmente andrà assieme a Rifondazione, stare con noi mi sembra per loro una scelta naturale, forse non servono forzature». «Sì, sì — rincara il consigliere regionale leghista Daniele Stival — l’apparentamento è inopportuno, basta riportare i nostri a votare». Di un’altra opinione è invece Mario Dalla Tor, e con lui gran parte del Popolo della Libertà: «Abbiamo già parlato con Bergamo, deciderà lui se apparentarsi con noi o meno, personalmente però so che cosa mi ha risposto».
Sempre in tema di apparentamento c’è poi la questione sondaggi. Cose vecchie, chiaro. Che però contibuiscono a frammentare ancor di più le già poche certezze dei due schieramenti. In casa Pdl infatti sono più che certi: solo il venti per cento dell’elettorato dell’Udc seguirebbe la coalizione di Zoggia, mentre l’80 sposerebbe il matrimonio Pdl-Lega con l’Unione di Centro.
Tutti alle urne Al di là dei 24 mila voti dell’Udc che vedremo nei prossimi giorni se avranno o meno una casa, l’altra questione al centro del ballottaggio è quella dell’astensionismo che nel centrodestra sembra un po’ ridimensionata dal patto di mututo soccorso tra Bossi e Berlusconi. Il secondo turno in genere non raccoglie folle oceaniche e stavolta non dovrebbe certo essere la consultazione referendaria ad alzare la media. «Le prove di forza locali non hanno più nessun senso — attacca Daniele Stival — il 20 e 21 si va tutti a votare punto e basta». La frase in codice è rivolta in primo luogo al Pdl che potrebbe avere la tentazione di non motivare a sufficienza i suoi per sostenere Francesca Zaccariotto alla conquista di Ca’ Corner. «Balle» taglia corto l’azzurro Mario dalla Tor, «siamo già pancia a terra per sostenere il candidato di centrodestra». «Ci fosse stato l’amico Salvagno con la Zaccariotto al primo turno — replica Nereo Laroni — non sarebbe stato necessario il ballottaggio. Grave errore commesso dagli apprendisti registi del Pdl». Il segretario provinciale del Pd Gabriele Scaramuzza invece ci mette la maggior grinta possibile: «Tutti alle urne con orgoglio, ambizione e rabbia».
Già, perché il rischio astensionismo non sembra essere solo una questione di centrodestra. «Faranno fatica anche loro a riportarli tutti al voto — dice Alessandro Danesin, vice coordinatore del Pdl di Venezia Grande Città — sono finiti i tempi del Pci».
Due settimane di sfide Passati solo due giorni dal voto, i due candidati hanno già ricominciato una campagna che — soprattutto per Zoggia — sembra non finire mai. «Tornerò sul camper, incontrerò i cittadini — dice il presidente uscente — e spero anche Francesca Zaccariotto per poter parlare di programmi, cosa che non ha mai voluto fare. Ora si fa sul serio, e il voto è amministrativo, non più politico. La discussione si fa su cose concrete». Secca la candidata del centrodestra: «Sono tranquilla, 30 mila voti di differenza sono tanti e ce la possiamo fare senza troppi problemi». Rimpianti di non avercela fatta al primo turno? «Un po’ se penso alle 12 mila schede annullate. A pensar male si fa peccato ma...».
Massimiliano Cortivo
10 giugno 2009
9.6.09
Davide Zoggia al ballottaggio: continua la sfida
VENEZIA. «Tra quindici giorni la partita sarà completamente diversa. Non ci sarà più il traino della politica. Parleremo di programmi e di amministrazione. Io sono disponibile fin da subito a un confronto pubblico con la mia avversaria». Superata la delusione del primo pomeriggio, quando a un certo punto sembrava addirittura che la Zaccariotto potesse farcela al primo turno, il presidente uscente Davide Zoggia incassa il risultato e passa al contrattacco.
Alberto Vitucci