VENEZIA. Nel prossimo anno scolastico quasi 8000 bambini degli istituti primari saranno esclusi dal tempo pieno. La denuncia arriva dal consigliere regionale del Pd Andrea Causin che ha annunciato un’interrogazione alla Giunta: «Si tratta di una riduzione che colpisce 378 classi - sottolinea il consigliere - ma anche sul fronte del tempo prolungato arrivano pessime notizie: la circolare dell’Ufficio scolastico regionale del 13 aprile scorso annuncia infatti che sarà difficile, per carenza di organico, garantire il servizio a tutte le famiglie che ne hanno fatto richiesta. Il problema è che molti genitori verranno contattati solo nei prossimi giorni».
La Nuova Venezia 12 maggio 2010
Donazzan: «Il tempo pieno aumenta»
VENEZIA. L’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan giudica «strumentale» la polemica sul tempo pieno nella scuola lanciata dai consiglieri del Pd Andrea Causin e Laura Puppato. «La Regione, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale - afferma - sta lavorando da anni per far sì che i tagli siano minimi».
Secondo l’assessore, gli alunni in più che possono usufruire del tempo pieno, rispetto allo scorso anno, «sono 2609 e le relative classi in più a tempo pieno sono ben 113: nel 2010/2011 ci saranno 2064 classi a fronte delle 1951 attuali». Questo significa, in termini percentuali, un incremento dell’1,16%: nel 2010/2011 ci sarà il 18,09% di classi a tempo pieno, a fronte dell’attuale 16,93%» conclude Donazzan.
«Quest’anno come nei precedenti anni, si accusa una pesante riduzione delle cattedre disponibili per la scuola primaria, ma così non è per il Veneto dove, rispetto al contingente assegnato dal Miur siamo riusciti ad ottenere 76 cattedre in più, passando da un taglio di 728 cattedre a 652.
Ribatte a sua volta il consigliere del Pd Andrea Causin: «Prendiamo atto che la Regione offrirà, forse, qualche tempo pieno in più. Quello che però l’assessore non dice, e che noi chiediamo di sapere, è quante classi restano scoperte e quante sono le domande, e quindi gli alunni, in più che non trovano una risposta soddisfacente».
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