La Nuova Venezia 17 settembre 2011
PERCHÉ VOGLIAMO IL REFERENDUM
In questi giorni nelle diverse feste del PD a Venezia come a Mestre, in Piazza Ferretto il giorno dello sciopero generale e in tanti altri comuni della Provincia di Venezia, stiamo dando una mano a raccogliere le firme per cambiare l’attuale legge elettorale, il cosidetto Porcellum, la porcata del ministro Calderoli figlia dell’accordo PdL-Lega. Ci vuole una nuova legge elettorale che ridia lo scettro ai cittadini e non permetta più un parlamento di nominati.
Per ottenere questo risultato non basta l’azione parlamentare, ci vuole una spinta in più e questa può arrivare, al di là della condivisione o meno dei quesiti proposti, solo dal successo della raccolta delle firme e da un vasto movimento che imponga questa come una delle priorità dell’azione parlamentare.
Il Partito Democratico ha presentato la sua proposta di legge per consentire all’elettore di scegliere un programma, una coalizione ed un candidato premier. Dobbiamo con decisione e tenacia forzare la situazione perché questo può essere un terremoto salutare e può aprire una nuova stagione per la riduzione drastica del numero dei parlamentari, per un federalismo con i piedi per terra con i comuni protagonisti del futuro e non sviliti del proprio ruolo.
Non abbiamo bisogno di spostare le stanze dei Ministeri da una città all’altra ma di spostare verso i territori poteri, competenze e risorse reali.
Pensando alla storia di questi anni, ho ritrovato un mio vecchio articolo del febbraio 2006 pubblicato da «La Nuova di Venezia e Mestre» in cui auspicavo che la prevista vittoria de l’Unione del centrosinistra all’elezione di quell’anno portasse una nuova legge elettorale, cosa peraltro prevista nel nostro programma elettorale. Ricordo questo perché è evidente che non possiamo più mancare a quell’impegno. È in gioco il rapporto di fiducia con tantissime donne e uomini che da un anno a questa parte sono i protagonisti della riscossa civica del nostro Paese, per la dignità delle donne, per una scuola che dia prospettiva ai nostri ragazzi, per una cultura che è pane, per il diritto al lavoro e per una società che non abbandoni nessuno. Vogliamo vincerla questa battaglia, perché è un altro tassello importante anche per restituire dignità a chi è animato dalla passione politica, e tra questi c’è anche chi non la pensa come noi. Grande parte dell’elettorato che aveva creduto nel sogno di chi, come Berlusconi, ha governato ben otto anni negli ultimi dieci, ora non ne può più.
Lo abbiamo visto mesi fa, ai tantissimi banchetti del Pd per raccogliere le firme per le dimissioni del premier Berlusconi, non hanno firmato solo i nostri elettori, molti erano i delusi del centrodestra. Ora firmiamo tutti, lavoriamo perché la proposta del Pd sia all’ordine del giorno dei lavori parlamentari. Diamo all’Italia una buona legge elettorale. Il Pd in Provincia di Venezia fa la sua parte e bene ha fatto la «Nuova di Venezia e Mestre» a scendere in campo!
Michele Mognato
- segretario provinciale del Partito Democratico di Venezia
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