la Nuova di Venezia — 25 gennaio 2010
Le urne incoronano Orsoni, sarà candidato
L’avvocato Giorgio Orsoni sarà il candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni del 28 e 29 marzo. Il popolo delle primarie alla fine ha scelto. Il candidato della maggioranza del Pd - sostenuto anche da Italia dei Valori e dal sindaco Cacciari - ha raggiunto il 46 per cento dei voti, 5.959 su un totale di 13.003 votanti (12.954 voti validi). Buona affermazione di Gianfranco Bettin, che con il suo movimento Venezia Sostenibile, Verdi, Rifondazione e Sinistra e Libertà supera il 35 per cento. Soltanto terza Laura Fincato, sostenuta da una parte del Pd e dal Psi. Non le è bastata una generosa campagna elettorale, e si è fermata al 18,63 per cento.
«Ringrazio tutti, è stato un grande successo di partecipazione», ha commentato soddisfatto Orsoni pochi minuti dopo la lettura dei risultati nella sede del comitato primarie di via Cecchini, «da domani cominciamo a lavorare. Obiettivo è quello di allargare l’alleanza all’Udc senza escludere nessuno. Ringrazio tutti quelli che mi hanno votato, ma anche quelli che hanno votato Gianfranco e Laura. Hanno dato modo al centrosinistra di realizzare una grande prova democratica per la scelta del candidato sindaco. Un modello che non si usa da altre parti e tra i nostri avversari».
Soddisfazione espressa da Orsoni anche sul numero dei veneziani che sono andati ieri a votare. 13 mila, quattromila in meno delle primarie per il Pd nazionale. «Ma con questa giornata gelida e senza copertura dai media nazionali è stato un grande successo», dice.
63 anni, avvocato esperto in diritto amministrativo con una serie di incarichi nelle associazioni culturali e sportive della città, Orsoni è stato per tre anni assessore al Patrimonio con la giunta Costa, fino al 2005. Oggi è procuratore di San Marco e vicepresidente della Fondazione Cini, presidente della Compagnia della Vela e docente a Ca’ Foscari.
«Domani si parte», annuncia, «ma la mattina devo fare una lezione all’Università». Insegnamento che dovrà lasciare da parte, se sarà eletto sindaco, come ha fatto in questi anni Massimo Cacciari. Quanto a Brunetta, il Comune a palazzo Ducale è soltanto «una sparata», i soldi li potevano dare prima. Noi puntiamo alla concretezza e non agli annunci».
Molte le conferme e qualche sorpresa dal voto delle primarie. I primi risultati hanno fatto sobbalzare molti dirigenti del Pd. Bettin in testa nelle roccheforti storiche del vecchio Pci-Pds, come la Giudecca, Cannaregio (dove il distacco è piuttosto netto, 317 a 247), il centro di Mestre, Marghera dove addirittura l’ex prosindaco ottiene il doppio dei voti dell’avvocato. Poi pian piano arrivano anche i risultati dal Lido, Zelarino, Chirignago, Favaro e Tessera: qui Orsoni è nettamente in testa. Fincato la spunta soltanto in un paio di sezioni elettorali, Malcontenta e Sacca Fisola, alla fine si ferma al 18 per cento, la metà di Bettin, un terzo di Orsoni. I moderati tirano un sospiro. La possibilità che Bettin, sociologo, scrittore molto popolare soprattutto in terraferma, potesse farcela avrebbe aperto forse scenari imprevedibili.
Alla fine il Pd ha tenuto, la coalizione adesso si prepara senza troppe scosse ad affrontare un centrodestra sempre più aggressivo e temibile. Orsoni, indicato dal Pd e dal sindaco Cacciari, ha il compito di cercare di allargare al centro - alle civiche moderate e in primo luogo all’Udc - l’alleanza di centrosinistra che ha governato Ca’ Farsetti negli ultimi 17 anni. Ma l’ottimo risultato ottenuto da Bettin rimette in gioco anche la sinistra e le associazioni civiche. Una sinistra che ha mostrato qualche malumore, soprattutto in centro storico e a Marghera, per il candidato «moderato» scelto dal partito maggiore. E ha dato segni di vitalità e di recupero in alcune aree dove la crisi si faceva già sentire.
- Alberto Vitucci
«Ringrazio tutti, è stato un grande successo di partecipazione», ha commentato soddisfatto Orsoni pochi minuti dopo la lettura dei risultati nella sede del comitato primarie di via Cecchini, «da domani cominciamo a lavorare. Obiettivo è quello di allargare l’alleanza all’Udc senza escludere nessuno. Ringrazio tutti quelli che mi hanno votato, ma anche quelli che hanno votato Gianfranco e Laura. Hanno dato modo al centrosinistra di realizzare una grande prova democratica per la scelta del candidato sindaco. Un modello che non si usa da altre parti e tra i nostri avversari».
Soddisfazione espressa da Orsoni anche sul numero dei veneziani che sono andati ieri a votare. 13 mila, quattromila in meno delle primarie per il Pd nazionale. «Ma con questa giornata gelida e senza copertura dai media nazionali è stato un grande successo», dice.
63 anni, avvocato esperto in diritto amministrativo con una serie di incarichi nelle associazioni culturali e sportive della città, Orsoni è stato per tre anni assessore al Patrimonio con la giunta Costa, fino al 2005. Oggi è procuratore di San Marco e vicepresidente della Fondazione Cini, presidente della Compagnia della Vela e docente a Ca’ Foscari.
«Domani si parte», annuncia, «ma la mattina devo fare una lezione all’Università». Insegnamento che dovrà lasciare da parte, se sarà eletto sindaco, come ha fatto in questi anni Massimo Cacciari. Quanto a Brunetta, il Comune a palazzo Ducale è soltanto «una sparata», i soldi li potevano dare prima. Noi puntiamo alla concretezza e non agli annunci».
Molte le conferme e qualche sorpresa dal voto delle primarie. I primi risultati hanno fatto sobbalzare molti dirigenti del Pd. Bettin in testa nelle roccheforti storiche del vecchio Pci-Pds, come la Giudecca, Cannaregio (dove il distacco è piuttosto netto, 317 a 247), il centro di Mestre, Marghera dove addirittura l’ex prosindaco ottiene il doppio dei voti dell’avvocato. Poi pian piano arrivano anche i risultati dal Lido, Zelarino, Chirignago, Favaro e Tessera: qui Orsoni è nettamente in testa. Fincato la spunta soltanto in un paio di sezioni elettorali, Malcontenta e Sacca Fisola, alla fine si ferma al 18 per cento, la metà di Bettin, un terzo di Orsoni. I moderati tirano un sospiro. La possibilità che Bettin, sociologo, scrittore molto popolare soprattutto in terraferma, potesse farcela avrebbe aperto forse scenari imprevedibili.
Alla fine il Pd ha tenuto, la coalizione adesso si prepara senza troppe scosse ad affrontare un centrodestra sempre più aggressivo e temibile. Orsoni, indicato dal Pd e dal sindaco Cacciari, ha il compito di cercare di allargare al centro - alle civiche moderate e in primo luogo all’Udc - l’alleanza di centrosinistra che ha governato Ca’ Farsetti negli ultimi 17 anni. Ma l’ottimo risultato ottenuto da Bettin rimette in gioco anche la sinistra e le associazioni civiche. Una sinistra che ha mostrato qualche malumore, soprattutto in centro storico e a Marghera, per il candidato «moderato» scelto dal partito maggiore. E ha dato segni di vitalità e di recupero in alcune aree dove la crisi si faceva già sentire.
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