la Nuova Venezia — 21 febbraio 2009
«Le elezioni sono troppo vicine, la reggenza è il male minore»
Un documento duro, che sposa sì la soluzione della reggenza per la guida del Pd, ma allo stesso tempo chiede un radicale cambiamento dei vertici nazionali del partito. Fino a tardi si è negoziato per trovare una posizione condivisa nella sede di via Cecchini a Mestre, alla fine ne è uscito un documento che, in più passaggi, fa trasparire il malessere della base del Partito Democratico, un testo che «evidenzia i sentimenti della nostra base», come ha ribadito il coordinatore provinciale Gabriele Scaramuzza.
Un documento duro, che sposa sì la soluzione della reggenza per la guida del Pd, ma allo stesso tempo chiede un radicale cambiamento dei vertici nazionali del partito. Fino a tardi si è negoziato per trovare una posizione condivisa nella sede di via Cecchini a Mestre, alla fine ne è uscito un documento che, in più passaggi, fa trasparire il malessere della base del Partito Democratico, un testo che «evidenzia i sentimenti della nostra base», come ha ribadito il coordinatore provinciale Gabriele Scaramuzza.
A partire dalla scelta di Veltroni. «La grave responsabilità delle dimissioni, che non andavano rimesse in questo momento, ricade sull’intero corpo dirigente centrale», si legge infatti, «in questi mesi troppo impegnato a misurare il preimetro dei propri recinti piuttosto che contribuire al rafforzamento e al radicamento del partito sul territorio».
Dopo questo affondo, viene evidenziato che «In circostanze normali, noi dovremmo ricorrere immediatamente e con speditezza alla convocazione di un assise congressuale», aggiungendo però che «in queste strette il ricorso alla reggenza transitoria rappresenta, se volete, il male minore nella realtà oggettiva e fattuale in cui ci troviamo. Una reggenza, però, non aliena da un vincolo preciso e chiaro: l’immediata indizione del congresso e il rinnovo del gruppo dirigente centrale immediatamente dopo le elezioni. La rabbia, la disillusione di tanti militanti in queste ore non è riuscito a scalfire il desiderio di costruire questo partito e di impegnarsi subito per la prossima campagna elettorale. Una volta in più questi militanti si stanno dimostrando più maturi dei loro dirigenti centrali».
E sempre riguardo i militanti, nel documento si esalta il fatto che rappresentino «il corpo vero e sano del partito».
(m.t.)
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