Il Gazzettino 8 Aprile 2009
Ptcp, entra la Nuova Romea ed esce Veneto city
Approvata le delibera sulle osservazioni, ora il piano urbanistico provinciale passa all’esame della Regione
Un taglio netto a Veneto City, il Quadrante di Tessera diviso in due e un’inattesa apertura al progetto della Nuova Romea. Con l’auspicio che le opere di mitigazione possano ricalcare l’iter seguito per il Passante di Mestre.
Non è stata un’operazione formale l’esame delle osservazioni al Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) adottato a dicembre e conclusa ieri in Consiglio provinciale con il voto che ha chiuso il cerchio attorno allo strumento di pianificazione urbanistica che ora passerà all’esame della Regione.
Dopo quattro anni di lavoro, circa tremila osservazioni esaminate, 200 incontri ufficiali, cinque giorni di dibattito in aula (per 26 ore complessive) con 335 votazioni, il piano è passato con 22 voti della maggioranza di centrosinistra e nove voti contrari dell’opposizione.
Quest’ultima ha rinunciato a fare ostruzionismo - cosa che avrebbe di fatto rinviato l’approvazione del Ptcp a dopo le elezioni - decisa a giocarsi in campagna elettorale le critiche a un piano che, per il centrodestra, «aggiunge burocrazia e prescrizioni a carico dei cittadini ma anche dei Comuni», per usare le parole del capogruppo di Fi-Pdl Mario Dalla Tor.
Opposta la tesi del presidente Davide Zoggia, per il quale il Ptcp - il primo dopo quello di Padova a essere approvato in Veneto dopo il varo della legge regionale urbanistica - è «un piano di indicazioni più che di prescrizioni, che non dice di "no" alla Romea commerciale ma che pone limiti a progetti come Veneto city».
In effetti una delle novità di ieri è l’approvazione di un’osservazione dei comitati civici che schiude una porta al tracciato autostradale veneto della Mestre-Orte (la Nuova Romea) auspicando un accordo fra Regione e agricoltori analogo a quello del Passante verde per ridurre l’impatto ambientale dell’opera. Da parte sua Rifondazione con il capogruppo Aldo Bertoldo dichiara di avere posto un freno al progetto immobiliare di Veneto city, limitandone lo sviluppo direzionale a quanto già previsto dai piani regolatori di Dolo, Mira e Pianiga. Ma anche il Quadrante di Tessera, dove dovrebbero sorgere uffici, negozi e alberghi, ne esce dimezzato con una previsione produttiva per i Comuni di Marcon e Quarto d’Altino e una legata allo sviluppo aeroportuale per l’area veneziana. Infine è previsto che l’asse viario lungo il tracciato dell’idrovia non sia più a pedaggio ma aperto al territorio.
«È un piano di sviluppo sostenibile - spiega l’assessore all’Urbanistica Enza Vio - che ora passa all’esame della Regione che avrà sei mesi di tempo per avanzare eventuali richieste di modifica». E alla Regione guarda anche la minoranza, per la quale il Ptcp «blocca lo sviluppo delle seconde case nelle aree turistiche - come osserva Daniele Bison (An-Pdl) - non prevede alcuno sviluppo nautico per Bibione» e «pone solo vincoli per i Comuni» come prevede Giacomo Gasparotto (Fi-Pdl).
L’opposizione (attraverso l’ex assessore della Margherita Bruno Moretto) non ha mancato neppure di sottolineare il voto in libertà della sinistra (Prc, Pdci, Verdi e Rps) rispetto alla maggioranza di centrosinistra nei numerosi emendamenti proposti dalle associazioni ambientaliste. Ma ciò rientra probabilmente nel gioco delle parti dell’imminente competizione elettorale: «Abbiamo dimostrato che la Provincia ha una maggioranza che può continuare a governare», ha detto Zoggia nell’intervento conclusivo, mentre Renato Spolaor (Pd) ha ribadito che «la sostenibilità del territorio non confligge con le opportunità produttive ed economiche».
Saranno i Comuni, d’ora in poi, a doversi confrontare con le indicazioni del Ptcp in materia urbanistica, materia che solo dal 2004, con il varo della legge regionale 11, ha assegnato la competenza alle Province. «Con fatica la Provincia sta tentando di esercitare questo nuovo ruolo», aveva detto Zoggia all’inizio del dibattito. Ma Venezia, alla fine, è riuscita ad arrivare al traguardo prima delle altre province.
Alberto Francesconi
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