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9.11.08

Paolo Giaretta: novità dall'assemblea regionale dell'8 novembre

la Nuova Venezia — 9 novembre 2008

Il Pd va all'attacco della Lega

PADOVA. L’aria è da sabato pomeriggio: partitella amichevole, con i goleador a riposo. Non c’è Cacciari , non c’è Variati , non c’è Zanonato, tre figure di riferimento del Pd non solo veneto. Tre vincenti. E non si dirà che il Pd vince a man bassa dappertutto. In compenso doveva chiudere i lavori Dario Franceschini , che invece non s’è visto. Ma ci sono parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, assessori. In tutto 196 persone, addirittura 8 sopra il numero legale. Dunque si deve parlare di operazione riuscita: l’assemblea costituente del Pd veneto vota il nuovo statuto, Paolo Giaretta supera lo scoraggiamento (se invece era una fronda, non ha quagliato) e resta segretario, confermando che d’ora in avanti questo sarà il suo primo lavoro. Attacca Galan. Getta un ponte verso l’Udc. Addirittura - udite udite - lancia uno slogan da togliere il sonno alla Lega: «Riprendiamoci il Leone di San Marco». 
Ma chi osa ridere pensi che la Serenissima era multietnica, multiculturale e multireligiosa. Altro che Blocco Padano. Non a caso c’era in circolazione un Moro di Venezia (o forse era «abbronzato»?) molto prima di Barak Obama .  Certo che ci vuole del masochismo per organizzare un’assemblea a Padova est, in contemporanea con una partita internazionale di rugby a Padova ovest. La città è paralizzata da gente che va nella direzione opposta. Ma anche Berlusconi ha sbagliato capitale ed è andato a Mosca quando la notizia era a Washington. 
Dunque. Uno che forse ha sbagliato uscita dell’autostrada è Federico Saccardin , presidente della provincia di Rovigo: «Devo essere l’unico appassionato di rugby qua dentro». Ecco Walter Vanni : «Ho detto a Galan che gli conviene candidarsi a sindaco di Venezia». E lui? «Si è messo a ridere. Ma nei panni del centrosinistra non riderei tanto: quando la Dc perse Venezia nel 1975, i dorotei scomparvero dalla scena nazionale. Vale anche l’inverso: chi prende Venezia diventa leader nazionale». Arcangelo Boldrin, già presidente di Veneto Sviluppo: «Le multiutilities sono una grossa occasione ma la stiamo perdendo, come è accaduto con le banche». Maurizio Fistarol : «Siamo un partito che ha perso le elezioni, non è semplice ripartire. Oggi è la tappa di un percorso. Ci manca il rapporto con la società veneta. Abbiamo fatto il Pd per questo: certo che se non serve allo scopo...» Massimo Calearo, reduce dal convegno sul federalismo di Asolo dove è stato folgorato da Massimo D’Alema : «E’ un uomo con le idee molto chiare, illuminato e determinato. Con Fini ha dimostrato una visione moderna e trasversale». E il Pd? «Siamo in difficoltà ma abbiamo sempre l’uomo bianco che lavora per noi». Non dica che l’uomo bianco è... «E’ Berlusconi , sì. Ricordate che aveva promesso aiuti alle imprese? Andate a vedere a chi li sta dando: ad Alitalia, alle banche, ai comuni di Catania, di Roma».   Mariarosa Barazza, giovane avvocato, sindaco di Cappella Maggiore, comune trevigiano di 4.600 abitanti strappato alla Lega. Una vincente nel suo piccolo: «Bisogna uscire dal torpore. Il nostro elettorato non ha riferimenti né nazionali, né regionali. Ma la situazione nazionale non può diventare una scusa». Franco Frigo: «Siamo un partito in costruzione, che non ha ancora trovato un assestamento a livello di leadership. E ruoli e assegnazioni, in vista delle amministrative». Tiziano Treu: «Dopo il 25 ottobre il tono si sta alzando. Adesso il ministro dell’economia dovrà per forza cambiare linea, intervenendo a favore dei salari e delle imprese, come chiediamo noi». Ivo Rossi, con le stampelle per un infortunio, ma pronto a lanciarle contro il nemico come Enrico Toti: « Galan è in difficoltà con la sua maggioranza. Ed è in palese declino. Sta a noi approfittarne. Dobbiamo crederci».  Questo lo spaccato della sala, al centro Papa Luciani, quando Paolo Giaretta legge la relazione. «E’ inutile che Galan - fulminiamo un passaggio - si dissoci dal governo sugli aiuti alla Sicilia. Lui non è un coltivatore di rose che a tempo perso fa il commentatore politico, ma il capo di una maggioranza che a quel governo fa riferimento. Una maggioranza che nel Veneto ha perso l’appuntamento delle multiutilities, del polo fieristico, della ricerca e ciò nonostante ci impartisce lezioni. E’ ora di finirla».  Il tiro a Galan continua nel dibattito, per bocca di Gianni Gallo. Di politecnico veneto parla Alessandro Naccarato . Si arriva al voto senza scossoni, che invece potrebbero esserci quando il Pd sceglierà i candidati delle amministrative con le primarie. Appuntamento a gennaio. 
Renzo Mazzaro

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