la Nuova Venezia — 4 settembre 2008
Provinciali, Chisso l'asso pigliatutto
MESTRE. E se dopo aver cavalcato il Passante di Mestre mettesse la freccia e prendesse lo svincolo per la presidenza della Provincia di Venezia? La candidatura di Renato Chisso, assessore regionale alla Mobilità, alle elezioni provinciali di primavera 2009, è una delle ipotesi sulle quali ragiona il Pdl in questi giorni. Con un interrogativo bello tosto: la Lega Nord aprirà la sbarra del casello per Ca’ Corner, e quale sarà l’eventuale pedaggio politico di questa operazione? Sul fronte veneto infatti è accesa da tempo la spia della tensione nei rapporti tra Pdl e Lega. Il motore potrebbe grippare. Il confronto nel centrodestra sulla candidatura per la Provincia è aperto da tempo. Con una speranza che alcuni ostentano come certezza. «Se questa volta non combiniamo stupidate - dicono alcuni responsabili del Pdl veneziano - ce la possiamo davvero fare». Il dato di partenza è l’esito, su scala provinciale, delle elezioni politiche di aprile scorso. I numeri. Nel Veneziano Pdl e Lega Nord hanno superato il 48 per cento dei voti, mentre l’Udc si è portato a casa il 4.7 per cento delle preferenze. Dall’altra parte, nonostante il Pd si sia confermato (con oltre il 32 per cento) il primo partito, il centrosinistra veneziano, considerando Italia dei Valori e Rifondazione si era fermato al 41 per cento. Primo turno. «Non c’è dubbio che la situazione ci è favorevole - spiega Cesare Campa, ex parlamentare di Forza Italia di lunga esperienza - ma la sinistra a Venezia non mollerà facilmente l’osso. Per noi sarà fondamentale andare con la Lega Nord già dal primo turno altrimenti, in caso di ballottaggio, sappiamo bene che sarebbe tutto molto più difficile». Vincere, uniti, al primo turno: così spunta il nome del «cavallo» su cui puntare, Renato Chisso. Ipotesi Chisso. E’ una questione di equilibri politici che si gioca su scala regionale. La riflessione che fanno alcuni esponenti del Pdl è: considerato che la Lega Nord vuole esprimere il presidente della Regione dopo Giancarlo Galan, far correre per la presidenza della Provincia di Venezia - con l’aiuto fondamentale del Carroccio già dal primo turno - l’uomo del Passante (forzista e galaniano di ferro) potrebbe essere la giusta mossa per bilanciare i pesi all’interno del centrodestra. Chisso potrebbe rappresentare l’uomo adatto e vincente. Alle elezioni regionali del 2005 portò a casa quasi 17 mila preferenze, un record imbattibile per il Veneziano. «Certo che se corresse lui...», si lascia scappare tutto contento il coordinatore comunale di Fi a Venezia, Alessandro Danesin. Prova di forza. Il ragionamento nato in casa Pdl non trova però sponda facile nella Lega, pronta a una prova di forza muscolare, fiera di alcuni sondaggi che nel Veneziano la danno oltre il 20%. «E’ un ragionamento che non può reggere», attacca velenoso Corrado Callegari, coordinatore provinciale del Carroccio: «Non mi pare proprio che alle precedenti elezioni, visto che Galan andava a palazzo Balbi, Forza Italia e An ci abbiano lasciato esprimere il candidato per Ca’ Corner». La Lega un candidato lo ha già. «E’ forte, è del movimento, e ha le capacità per vincere. In questa fase politica - aggiunge Callegari - siamo noi che abbiamo gli uomini giusti per vincere». E’ già spunta il nome della sindachessa di San Donà, la bionda Francesca Zaccariotto. Il Carroccio non ha certo paura di correre da solo, a rischio di perdere. «E’ un luogo comune - taglia corto Alberto Mazzonetto, consigliere comunale a Venezia - che insieme al Pdl vinciamo al primo turno». La Lega ha fatto i muscoli anche nel Veneziano e li mette bene in mostra. Tutti in pista. Altri nomi in ballo in area Pdl: Claudio Tessari, sindaco di Spinea, vicino a Forza Italia ma senza tessera in tasca. Ha già dato la sua disponibilità. «Sarebbe capace di conquistare voti nell’elettorato moderato - spiega un dirigente di Fi - ma paga lo scotto di essere praticamente sconosciuto nel Veneto orientale». Mario Della Tor, coordinatore provinciale di Fi. «Il mio nome? E’ stato messo in giro ad arte», dice lui. E ancora: Carlo Alberto Tesserin (consigliere regionale di Fi), Paolo Fontana (consigliere provinciale di Fi), e Bruno Bernardi, docente di economia a Ca’ Foscari.
MESTRE. E se dopo aver cavalcato il Passante di Mestre mettesse la freccia e prendesse lo svincolo per la presidenza della Provincia di Venezia? La candidatura di Renato Chisso, assessore regionale alla Mobilità, alle elezioni provinciali di primavera 2009, è una delle ipotesi sulle quali ragiona il Pdl in questi giorni. Con un interrogativo bello tosto: la Lega Nord aprirà la sbarra del casello per Ca’ Corner, e quale sarà l’eventuale pedaggio politico di questa operazione? Sul fronte veneto infatti è accesa da tempo la spia della tensione nei rapporti tra Pdl e Lega. Il motore potrebbe grippare. Il confronto nel centrodestra sulla candidatura per la Provincia è aperto da tempo. Con una speranza che alcuni ostentano come certezza. «Se questa volta non combiniamo stupidate - dicono alcuni responsabili del Pdl veneziano - ce la possiamo davvero fare». Il dato di partenza è l’esito, su scala provinciale, delle elezioni politiche di aprile scorso. I numeri. Nel Veneziano Pdl e Lega Nord hanno superato il 48 per cento dei voti, mentre l’Udc si è portato a casa il 4.7 per cento delle preferenze. Dall’altra parte, nonostante il Pd si sia confermato (con oltre il 32 per cento) il primo partito, il centrosinistra veneziano, considerando Italia dei Valori e Rifondazione si era fermato al 41 per cento. Primo turno. «Non c’è dubbio che la situazione ci è favorevole - spiega Cesare Campa, ex parlamentare di Forza Italia di lunga esperienza - ma la sinistra a Venezia non mollerà facilmente l’osso. Per noi sarà fondamentale andare con la Lega Nord già dal primo turno altrimenti, in caso di ballottaggio, sappiamo bene che sarebbe tutto molto più difficile». Vincere, uniti, al primo turno: così spunta il nome del «cavallo» su cui puntare, Renato Chisso. Ipotesi Chisso. E’ una questione di equilibri politici che si gioca su scala regionale. La riflessione che fanno alcuni esponenti del Pdl è: considerato che la Lega Nord vuole esprimere il presidente della Regione dopo Giancarlo Galan, far correre per la presidenza della Provincia di Venezia - con l’aiuto fondamentale del Carroccio già dal primo turno - l’uomo del Passante (forzista e galaniano di ferro) potrebbe essere la giusta mossa per bilanciare i pesi all’interno del centrodestra. Chisso potrebbe rappresentare l’uomo adatto e vincente. Alle elezioni regionali del 2005 portò a casa quasi 17 mila preferenze, un record imbattibile per il Veneziano. «Certo che se corresse lui...», si lascia scappare tutto contento il coordinatore comunale di Fi a Venezia, Alessandro Danesin. Prova di forza. Il ragionamento nato in casa Pdl non trova però sponda facile nella Lega, pronta a una prova di forza muscolare, fiera di alcuni sondaggi che nel Veneziano la danno oltre il 20%. «E’ un ragionamento che non può reggere», attacca velenoso Corrado Callegari, coordinatore provinciale del Carroccio: «Non mi pare proprio che alle precedenti elezioni, visto che Galan andava a palazzo Balbi, Forza Italia e An ci abbiano lasciato esprimere il candidato per Ca’ Corner». La Lega un candidato lo ha già. «E’ forte, è del movimento, e ha le capacità per vincere. In questa fase politica - aggiunge Callegari - siamo noi che abbiamo gli uomini giusti per vincere». E’ già spunta il nome della sindachessa di San Donà, la bionda Francesca Zaccariotto. Il Carroccio non ha certo paura di correre da solo, a rischio di perdere. «E’ un luogo comune - taglia corto Alberto Mazzonetto, consigliere comunale a Venezia - che insieme al Pdl vinciamo al primo turno». La Lega ha fatto i muscoli anche nel Veneziano e li mette bene in mostra. Tutti in pista. Altri nomi in ballo in area Pdl: Claudio Tessari, sindaco di Spinea, vicino a Forza Italia ma senza tessera in tasca. Ha già dato la sua disponibilità. «Sarebbe capace di conquistare voti nell’elettorato moderato - spiega un dirigente di Fi - ma paga lo scotto di essere praticamente sconosciuto nel Veneto orientale». Mario Della Tor, coordinatore provinciale di Fi. «Il mio nome? E’ stato messo in giro ad arte», dice lui. E ancora: Carlo Alberto Tesserin (consigliere regionale di Fi), Paolo Fontana (consigliere provinciale di Fi), e Bruno Bernardi, docente di economia a Ca’ Foscari.
L'interessato glissa: «Cosa farò? Resterò in Regione»
MESTRE. La candidatura alla presidenza delle Provincia? «Credo di essere più utile per il territorio veneziano continuando a lavorare in Regione». Renato Chisso glissa sulle indiscrezioni. Assessore, dica la verità: il Pdl la vuole candidare alla guida di Ca’ Corner. «Non commento le indiscrezioni. Dico solo che alla provincia in cui sono nato, ovvero Venezia, sono molto più utile se resto all’interno della Regione. E’ da qui che possono fornire il contributo più importante per il territorio lagunare. Di questo ne sono convinto. Poi ogni altra considerazione lascia il tempo che trova». Non ci vuole dire cosa farà da grande? «Ripeto, il mio posto è in Regione. Qui, come assessore alle Infrastrutture sto lavorando bene e voglio continuare a farlo. Stiamo facendo cose molto importanti per il territorio, in primis il Passante. E’ assurdo mettersi a discutere adesso delle indiscrezioni. La posizione a riguardo è molto chiara. Per la provincia in cui sono nato e in cui vivo, sono più utile se resto a palazzo Balbi». Ma allora sarà lei il dopo Galan... «Dopo Galan c’è solo Galan». (g.cod.)
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