la Nuova Venezia — 4 settembre 2008
«Primarie tra un anno, voglio un sindaco giovane e mestrino»
«Il candidato sindaco lo sceglieremo con le primarie, entro ottobre-novembre dell’anno prossimo. Il futuro sindaco dovrà essere mestrino e giovane». Un Massimo Cacciari a ruota libera sui temi politici e amministrativi. Così è apparso il sindaco, l’altro ieri sera, alla festa del Partito democratico di Marghera, intervistato dal giornalista Maurizio Dianese di fronte ad una folta platea. Quando gli è stato chiesto, perché non abbia disegnato il suo delfino e successore alla guida del Comune, il sindaco filosofo ha risposto con una battita: «Perché l’unica volta che l’ho fatto, me l’hanno bruciato». Cacciari alludeva a quando prima delle passate elezioni amministrative, aveva lanciato la candidatura di Alessio Vianello. Il sindaco, comunque, ha ribadito e che il futuro candidato dovrà essere «giovane e mestrino», come lo era d’altronde Alessio Vianello. E un quarto mandato di Cacciari? «Non se ne parla. A me basta che non mi facciano arrabbiare», chiosa ridendo. Come per dire: speriamo che non mi costringano a candidarmi ancora... Ma il sindaco non sembra averne alcuna voglia. Resta invece molto critico con la politica nazionale. Guarda però con fiducia al Pd veneziano: «C’è un gruppo dirigente abbastanza giovane che sta lavorando bene». «L’accento in questa città - ha detto ancora Cacciari - va posto sulla Terraferma: Mestre e Marghera, per l’appunto. Le candidature devono esprimere Mestre e le sue enormi potenzialità. Venezia rimarrà una capitale mondiale della cultura ma la Terraferma ha enormi potenzialità, per quanto riguarda i servizi». Il centro di Mestre, Porto Marghera, Tessera e Malcontenta, secondo il sindaco nei prossimi anni saranno i cardini di «un incredibile sviluppo, non paragonabile a nessuna altra città italiana». La zona dell’ex ospedale Umberto I, l’asse tra piazza Barche, via Torino e San Giuliano e il tram saranno per Cacciari i sintomi più importanti del cambiamento a Mestre. A Porto Marghera, invece, il travaso da Venezia di una parte del traffico acqueo turistico, porterà nuova ricchezza. «Tessera, invece, con l’alta velocità che collegherà il Marco Polo - ha detto il sindaco - conoscerà delle opportunità che anche all’estero, si sognano». Cacciari ha tessuto anche le lodi dell’esistente in Terraferma. «Vi sfido a trovare - ha affermato - da un’altra parte in Italia, una città con una presenza di così tanto verde. Un centro con così tante piste ciclabili non esiste nel nostro Paese, provate ad andare a Milano, non hanno nemmeno un metro di percorsi protetti per i ciclisti». Dopo aver parlato di lati positivi di Mestre, il sindaco è passato ad annunciare ai disagi del futuro. «Lo so che i cantieri del tram sono stati una scocciatura - ha sostenuto il filosofo - ma ci porteranno ad un enorme beneficio: un collegamento veloce e non inquinante. Ma i disagi del tram sono niente rispetto a quello che succederà con i lavori nell’area dell’ex Umberto I ma si tratterà dolori di crescita non di acciacchi di vecchiaia, come a Venezia dove c’è gente che si lamenta dei costi del ponte di Calatrava». Poi la parola passa al pubblico: «Sindaco ma non le è sembrato un errore strategico fare il campo Sinti di via Vallenari, proprio ora? Non era meglio farlo prima quando ancora non c’era questo clima xenofobo?». «Sapevo - ha replicato Cacciari - che quella era una scelta che avrebbe potuto costarci elettoralmente ma non me ne frega niente. Era una scelta giusta eticamente e andava fatta».
(mi.bu.)
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