Pagine

2.10.08

Davide Zoggia: dal governo risorse reali agli enti locali

La Nuova Venezia 1 ottobre 2008

Più fatti, meno spot


Quella di oggi è certamente una strana manifestazione. In piazza ci saranno moltissimi amministratori locali che chiedono al governo di poter svolgere il proprio lavoro, quello, cioè, di rispondere alle esigenze dei cittadini. Che sindaci e presidenti di Provincia chiedano di essere messi nelle condizioni di poter amministrare appare quasi come un paradosso soprattutto in un momento storico-politico nel quale l’istanza federalista, ovvero quel processo di avvicinamento delle dinamiche decisionali ai cittadini, appare particolarmente forte.

Dopo il taglio di ciò che rimaneva dell’Ici i Comuni, in particolar modo quelli piccoli, sono costretti a provvedere esclusivamente all’ordinaria amministrazione per la quale non servirebbero neppure dei rappresentanti dei cittadini ma quattro funzionari e due dirigenti, tanto il margine discrezionale è ridotto.

Vengono drasticamente ridotti i servizi alla persona, non solo quelli di natura assistenziale ma anche quelli legati alla qualità del vivere quotidiano. Cultura, manutenzione urbana, associazionismo, sport, verde pubblico stanno rischiando di diventare miraggi, ricordi di un governo delle città che ha come prima ambizione quello di offrire a tutte le persone occasioni di innalzamento qualitativo delle proprie condizioni di vita.

Se a questo scenario già di per sé devastante aggiungiamo una crisi congiunturale aspra, una riforma della scuola che taglia anziché implementare le ore di lezione e un sistema sanitario e socio - assistenziale incapace di rispondere, per diversi motivi, a tutte le necessità dei nostri territori si comprende bene come la fila davanti ai cancelli dei municipi e delle Province sia destinata ad aumentare.

Ci saranno le mamme che chiederanno l’organizzazione di doposcuola per i propri figli, ci saranno le famiglie stritolate dall’aumento del costo della vita, ci saranno i lavoratori, come quelli di Marghera o di Fossalta di Portogruaro, ai quali hanno «cancellato» il posto di lavoro, ci saranno i parenti che, costretti a rivolgersi al sistema privato, non riusciranno a pagare le cure sanitarie o la casa di riposo per i propri cari. Ci saremo tutti davanti a un amministratore che ci risponderà che, purtroppo, non ci sono le risorse necessarie per porre in essere le politiche essenziali e, questa volta, al governo non basterà andare in televisione a parlare strumentalmente di fannulloni per spiegare perché gli enti locali, il pubblico impiego, non sono in grado di risolvere un problema; ci vorrà ben altro in un contesto, come quello che si sta creando, di reale emergenza sociale: si dovrà dire che la bandiera del federalismo fiscale sventolata in campagna elettorale è un semplice spot funzionale a quella fase politica perché a cedere risorse e a delegare realmente competenze non ci pensa proprio nessuno.

Chiedere al governo di poter trattenere sul territorio il 20% dell’Irpef raccolta rappresenta una condizione minima di sopravvivenza ed essere costretti a manifestare a Roma per poter chiedere di assolvere al proprio dovere è una cosa che mai avrei creduto potesse accadere: sembra che il problema di rispondere al meglio ai bisogni reali dei cittadini, in particolar modo di quelli in difficoltà, riguardi solo Comuni e Province costretti, addirittura, a sfilare per testimoniare quanto sia urgente.

Davide Zoggia
* presidente della Provincia di Venezia

Nessun commento: