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5.7.09

Il PD veneziano verso il congresso: Franca Donaggio è per Franceschini


Il Gazzettino Domenica 5 Luglio 2009

Una cosa è certa: chiunque vinca il congresso, per il Partito democratico veneziano non si potrà più usare il vecchio gergo. Non esisteranno più le categorie degli ex Margheriti e degli ex Ds. E men che meno ci si potrà rifare a quelli che un tempo furono i disgiunti e i cassoniani e i cacciariani. Ci saranno "amici" che si divideranno e "nemici" che si riavvicineranno. E singolari anomalie rispetto al resto d’Italia, motivo per cui Venezia rischia di essere, un’altra volta, laboratorio politico.
A partire dalla Cgil, visto che qui una parte del sindacato potrebbe schierarsi non con Pierluigi Bersani, bensì con Dario Franceschini. Paolo Nerozzi, ex segretario della Funzione pubblica, eletto parlamentare proprio qui, si è già pronunciato. E altri potrebbero seguirlo.
Il rimescolamento politico parte col congresso. I candidati alla segreteria nazionale sono quattro. C’è Dario Franceschini, appoggiato da Veltroni, Fassino, dai popolari di Marini e Fioroni, da Rutelli. C’è Pierluigi Bersani, che ha il sostegno di D’Alema, Enrico Letta, Rosy Bindi. C’è Mario Adinolfi. E c’è Ignazio Marino in ticket con Giuseppe Civati.
Si fa prima a partire da quest’ultimo tandem, se non altro perché a Venezia ad appoggiarlo non è una folla: la "piombina" Marta Meo prima di tutto, già proiettata verso un ruolo di referente per il Veneto. E forse Felice Casson, anche se il senatore non ha ancora sciolto le riserve. Dei supporter veneziani di Adinolfi al momento non c’è traccia.
E così si arriva alla suddivisione più marcata, quella tra i pro Franceschini e i pro Bersani. Il capitolo numero uno riguarda gli ex Diesse. Che dovrebbero teoricamente stare tutti con l’ex ministro Bersani. Ma non è così. E l’aspetto curioso è che chi adesso sta Bersani, prima stava su fronti opposti. Ad esempio, per l’ex ministro si ritrovano fianco a fianco il vicesindaco Michele Vianello e il prosindaco Michele Mognato (che nel 2005 correvano separati: il primo per Cacciari, il secondo per Casson). Con Bersani sta l’ex presidente della Provincia Davide Zoggia. Ma anche l’assessore Laura Fincato e con lei il capogruppo del Pd a Ca’ Farsetti Claudio Borghello. Si dirà: il gruppo di Treu/Fincato con Bersani? No, perché Treu starebbe con Franceschini. E con Franceschini stanno anche altri ex diesse (da più parti così definiti: insensibili al richiamo della foresta): la fassiniana senatrice Franca Donaggio, il consigliere regionale Lucio Tiozzo. Ma è soprattutto Andrea Martella, il deputato che a lungo aveva caldeggiato - come del resto il sindaco Massimo Cacciari - la terza candidatura, quella di Sergio Chiamparino, a rompere gli schemi degli apparati querciaioli: Martella sarebbe infatti propenso ad appoggiare Franceschini e non Bersani.
Valter Vanni ancora non si è pronunciato: l’associazione "A sinistra" si riunirà giovedì per valutare i programmi dei candidati. Se Vanni e il segretario della Cgil Sergio Chiloiro dovessero decidere - come pare - di stare con Franceschini, per il Pd veneziano sarebbe un ulteriore rimescolamento. A cominciare, come detto, dal sindacato: per Franceschini già si è espresso Nerozzi, ma anche Sergio Cofferati, oltre all’ex segretario della Cisl Pier Paolo Baretta. Con l’attuale segretario sta buona parte degli ex dielle: il deputato Rodolfo Viola, il consigliere regionale Andrea Causin, il consigliere provinciale Andrea Ferrazzi.
In sintonia, invece, i vertici del partito: con Bersani il segretario comunale Alessandro Maggioni (come gli altri "lettiani", a partire dal senatore Marco Stradiotto), e il segretario provinciale Gabriele Scaramuzza (che ufficialmente però non si pronuncia).
E Paolo Costa? «Devo decidere se morire ex democristiano o ex comunista? Mah, preferisco aspettare il quinto uomo».

Alda Vanzan

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