la Nuova Venezia — 7 luglio 2009
Bersani o Franceschini, i big si schierano
VENEZIA. Un congresso strategico. Che avrà riflessi non soltanto sulla politica nazionale, ma sul futuro prossimo di Comune e Regione. Dopo la batosta alle Provinciali il Pd veneziano prepara la rivincita. La ri-fondazione del partito Democratico si farà a ottobre, nel primo vero congresso del nuovo soggetto politico fondato da Veltroni al Lingotto. C’è tempo fino al 21 luglio per iscriversi - e dunque per avere diritto di voto - il 23 saranno depositate le candidature e i programmi. Quindi i congressi di circolo (in settembre) e le primarie per scegliere il segretario, il 25 ottobre.
VENEZIA. Un congresso strategico. Che avrà riflessi non soltanto sulla politica nazionale, ma sul futuro prossimo di Comune e Regione. Dopo la batosta alle Provinciali il Pd veneziano prepara la rivincita. La ri-fondazione del partito Democratico si farà a ottobre, nel primo vero congresso del nuovo soggetto politico fondato da Veltroni al Lingotto. C’è tempo fino al 21 luglio per iscriversi - e dunque per avere diritto di voto - il 23 saranno depositate le candidature e i programmi. Quindi i congressi di circolo (in settembre) e le primarie per scegliere il segretario, il 25 ottobre.
Le grandi manovre sono già cominciate, e le «truppe» si stanno schierando. Sarà un congresso aperto ai nuovi iscritti, ma intanto i «big» si stanno posizionando. E le sorprese non mancano.
La gran parte degli ex ds, fassiniani e dalemiani (Michele Vianello, Davide Zoggia, Michele Mognato, Delia Murer, Sandro Simionato, Gabriele Scaramuzza), ma anche gli ex rutelliani della Margherita (Laura Fincato, Piero Rosa Salva, Claudio Borghello) e i fedeli della mozione Letta (Maggioni, Stradiotto, Boldrin) stanno con Pierluigi Bersani. L’ex ministro che viene dal Pci, intende allargare le alleanze e non dispiace agli industriali. Con lui si stanno schierando anche molte nuve leve del Pd, come i giovanissimi Trabucco e Rosteghin.
Con il segretario della transizione Dario Franceschini, che fu vice di Veltroni, rimangono gli stati maggiori dei Popolari, a Venezia Rodolfo Viola e Annamaria Miraglia. Ma anche il parlamentare Andrea Martella, già braccio destro di Bersani, l’ex presidente dell’Actv Valter Vanni.
Pochi finora hanno espresso il loro sostegno alla terza via, quella della laicità incarnata dal chirurgo Ignazio Marino. Con lui si schiera Marta Meo insieme a un gruppo di giovani del partito, mentre il senatore Felice Casson ancora non ha scelto.
Schieramenti spesso trasversali, che rimescolano gli antichi partiti di provenienza. «Questo è senz’altro salutare», dice il segretario provinciale del Pd Gabriele Scaramuzza, «è ora di parlare di programmi e scendere di nuovo in mezzo alla gente». Nonostante sia nota la sua preferenza per Bersani, Scaramuzza si è impegnato a mantenere un ruolo di garanzia in questi mesi. «Dovremo anche tener fuori dal dibattito delle correnti alcune questioni come le candidature per il sindaco e la Regione, il programma. Solo così, recuperando un dibattito interno basato sui programmi e non sulle persone, evitando errori fatti nel passato, potremo recuperare credibilità nel nostro elettorato».
Primi passi verso il congresso, dunque. Con il pensiero di tutti rivolto alle aministrative della primavera 2010.
(a.v.)
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